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Immagine coordinata per studio legale: cosa comprende

· 4 minuti di lettura

Un'immagine coordinata per studio legale è l'insieme di logo, colori, caratteri e modelli che rende riconoscibile tutto quello che esce dallo studio: la lettera, la targa, la firma delle email, la pagina su LinkedIn. Non serve a farsi notare. Serve a essere ordinati e riconoscibili, ovunque il cliente incontri lo studio.

Il problema di partenza è quasi sempre lo stesso: carta intestata fatta in casa, un logo che nessuno ricorda, biglietti diversi per ogni avvocato. Ognuna di queste cose, da sola, sembra un dettaglio. Messe insieme, danno l'idea di uno studio poco organizzato.

Qui vediamo cosa comprende, quali errori si vedono più spesso e come si costruisce, un passo alla volta.

Cosa comprende un'immagine coordinata per studio legale

Non tutti gli studi hanno bisogno di tutto, ma questi sono i pezzi tipici:

  • Il logo, in più versioni: a colori, in bianco e nero, orizzontale e verticale.
  • Colori e caratteri: una tavolozza di pochi colori e due caratteri, scritti in una pagina.
  • Carta intestata e modelli per lettere, pareri e documenti.
  • Biglietti da visita, uguali per tutti gli avvocati dello studio.
  • Cartelline e buste, se le usi.
  • La targa all'ingresso.
  • La firma delle email.
  • Modelli per i social: un'immagine pronta per i post e per la copertina del profilo.
  • Ritratti degli avvocati e foto della sede, se servono.

A tutto questo si aggiungono le regole d'uso del marchio: una pagina che spiega quanto spazio lasciare intorno al logo, su quali sfondi sta bene e cosa non va fatto, per esempio deformarlo o cambiargli i colori. Serve quando a stampare o a pubblicare è la segreteria, un collaboratore o la tipografia, e non chi ha scelto il logo.

Gli errori che si vedono più spesso

Quasi sempre non nascono da una scelta sbagliata, ma da pezzi fatti in momenti diversi senza una regola comune:

  • un logo sul sito e un altro sulla carta intestata;
  • colori quasi uguali ma non identici, per esempio tre blu leggermente diversi;
  • biglietti diversi per ogni avvocato, con caratteri e disposizione propri;
  • troppi caratteri nello stesso documento;
  • un logo sgranato ricavato da una foto della targa o da un vecchio file;
  • nessuno che sappia dove sono i file originali;
  • troppi effetti: ombre, cornici, simboli sovrapposti.

Il risultato è che chi riceve una lettera, vede la targa e poi apre il profilo online può avere l'impressione di trovarsi davanti a studi diversi, quando invece è sempre lo stesso.

Come si costruisce, un passo alla volta

Il percorso è lineare e ogni passaggio si vede e si approva prima di andare avanti:

  1. Ci si parla. Una chiamata per capire come lavora lo studio, chi sono le persone, dove comparirà l'immagine.
  2. La proposta. Arrivano più proposte di logo, tra cui scegli. Sul resto si lavora a partire dalla tua scelta.
  3. Il lavoro. Colori e caratteri, poi i modelli: carta intestata, biglietti, firma delle email, social.
  4. La consegna. Ricevi i file e la pagina delle regole d'uso, con una spiegazione su come usarli.

Per lo studio d'esempio dell'avvocata Elena Moretti (nome inventato) il primo passo sarebbe decidere se il marchio porta il cognome, le iniziali o un segno, perché da lì dipendono tutti i pezzi successivi.

Domande frequenti

Serve un'immagine coordinata anche a un avvocato che lavora da solo?

Non è obbligatoria, è una questione di ordine. Anche chi lavora da solo scrive lettere, ha un biglietto e una firma delle email: averli uguali costa poco e evita di ricominciare da capo a ogni documento. Si può partire dal logo e dai pochi pezzi che usi di più.

Chi usa i modelli dopo la consegna?

Chiunque stampi o invii qualcosa per lo studio: avvocati, segreteria, collaboratori. Per questo i modelli sono file pronti da compilare e c'è la pagina con le regole d'uso: nessuno deve indovinare quale colore o quale carattere scegliere.

Quanto costa?

Le cifre indicative sono da 290 a 390 € per il solo logo e da 690 a 890 € per l'immagine completa, con modelli grafici e regole d'uso. La stampa è a parte e la cifra esatta arriva con il preventivo.

Da dove partire

Prendi tutto quello che il cliente vede: una lettera, un biglietto, la firma delle email, la targa, la pagina del profilo. Mettili uno accanto all'altro. Se sembrano di studi diversi, hai trovato da dove cominciare. Qui sopra c'è il preventivo istantaneo: in tre domande trovi una cifra indicativa.

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