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Biglietti da visita per avvocati: cosa scrivere e come farli

· 4 minuti di lettura

I biglietti da visita per avvocati servono ancora, perché restano il modo più semplice per lasciare un recapito dopo un incontro, un convegno o un primo colloquio. Devono essere chiari, sobri e uguali per tutti i professionisti dello studio.

Le scelte da fare sono poche: cosa scrivere, che formato e che carta usare, e se affiancare un biglietto digitale. Su ciascuna conviene decidere con calma, perché un biglietto stampato in tanti esemplari non si corregge.

Qui sotto trovi una traccia per ognuna, con gli errori più comuni.

Cosa scrivere sui biglietti da visita per avvocati

Sul fronte stanno gli elementi essenziali:

  • nome e cognome;
  • la qualifica, cioè «Avvocato»;
  • il nome dello studio;
  • telefono ed email;
  • l'indirizzo della sede.

Sul retro puoi mettere il logo, un codice QR che porta alla scheda dello studio oppure le aree di attività in una riga, per esempio famiglia, lavoro, successioni, contratti e immobili. Le aree vanno scritte come informazione, senza aggettivi: niente superlativi, niente promesse. Titoli e specializzazioni vanno indicati solo se puoi indicarli: se hai un dubbio, chiedi al tuo Consiglio dell'Ordine.

Il formato più diffuso in Italia è 85 per 55 millimetri: entra in qualsiasi portabiglietti. Un formato diverso può farsi notare, ma rischia di non stare nel portafoglio e di finire perso.

Un consiglio pratico sul retro: lascia uno spazio bianco. Chi riceve il biglietto spesso vuole scrivere una nota a penna, per esempio il giorno dell'appuntamento o il nome di chi glielo ha dato. Un retro completamente pieno di testo o di colore lo impedisce, e un biglietto su cui si può scrivere ha più probabilità di essere conservato.

Carta o digitale: quando serve quale

Il biglietto stampato si consegna a mano, resta sulla scrivania o in agenda e fa un'impressione di cura. Scegli una carta opaca e abbastanza spessa, con colori sobri. Per lo studio d'esempio dell'avvocata Elena Moretti (nome inventato) potrebbero essere un blu scuro con un solo dettaglio chiaro per il logo.

Il biglietto digitale è una scheda contatto che si salva in rubrica o un codice QR da mostrare sul telefono. È comodo ai convegni e quando le mani sono occupate, ma non sempre è adatto: alcune persone preferiscono ricevere un pezzo di carta.

Per molti studi la risposta è averli entrambi, con lo stesso disegno. In tutti e due i casi servono pochi dati, ben leggibili: se il numero è sbagliato, il biglietto più bello del mondo non serve a niente. Se usi anche la versione digitale, controlla ogni tanto che il collegamento funzioni ancora e che i dati coincidano con quelli stampati.

Gli errori da evitare

  • Troppo testo. Un biglietto non è un opuscolo: se non ci stanno i dati, togli le righe meno utili.
  • Caratteri troppo piccoli. Se per leggere il numero serve la lente, c'è qualcosa da correggere.
  • Elenchi di materie. Dieci aree di attività sembrano una vetrina. Due o quattro, in una riga, bastano.
  • Slogan e frasi di presentazione. Superlativi e promesse di risultato non sono in linea con un tono informativo: meglio una riga neutra che dice chi sei e di cosa ti occupi.
  • Layout diversi nello stesso studio. Se ogni avvocato ha un biglietto suo, lo studio sembra una somma di persone, non un'unica realtà.
  • Logo sgranato. In stampa si vede subito.
  • Dati non verificati. Prima di ordinare, rileggi nome, numero ed email. Meglio una prova su carta normale.

Domande frequenti

Quante aree di attività posso scrivere sul biglietto?

Poche, in una riga. L'idea è far capire di cosa ti occupi, non elencare tutto. Usa le parole che userebbe un cliente, per esempio «famiglia e separazioni» e non una sigla tecnica.

Serve il codice QR?

Non è obbligatorio, ma è utile se vuoi rimandare a una pagina con più informazioni. Mettilo solo se porta davvero a una pagina curata e aggiornata, e prova a inquadrarlo con un paio di telefoni prima di stampare.

Lo stesso biglietto va bene per tutti i soci?

Sì, e anzi è meglio. Disegno, carta e disposizione sono uguali: cambiano solo nome, qualifica e recapiti personali. Così un biglietto nuovo si prepara in pochi minuti quando arriva un collaboratore.

Prima di stampare

Controlla una bozza a misura reale, sul tavolo, non solo sullo schermo. Leggi ogni numero ad alta voce e fai rileggere i dati a un'altra persona. Se vuoi un'idea dei costi di logo e biglietti, qui sopra trovi il preventivo istantaneo: tre domande e una cifra indicativa. La stampa resta a parte.

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