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Brochure per studio legale: cosa scrivere e come impaginarla
· 4 minuti di lettura
Una brochure per studio legale serve a presentare lo studio in modo ordinato: chi sono gli avvocati, di cosa si occupano, dove si trova e come contattarlo. Funziona quando è breve, sobria e informativa, con la stessa grafica di carta intestata e sito.
Può essere un pieghevole stampato da lasciare in sala d'attesa o da consegnare a un incontro, oppure un PDF di poche pagine da inviare a chi chiede informazioni. In tutti e due i casi il rischio è lo stesso: trasformarla in una pubblicità, con frasi d'effetto e promesse. Per uno studio legale il tono giusto è un altro.
Qui vediamo cosa scrivere, come impaginarla e quali errori evitare.
Cosa scrivere nella brochure per studio legale
Il contenuto si organizza in poche parti, sempre nello stesso ordine:
- Lo studio. Nome, sede, come è organizzato. Poche righe.
- Le aree di attività. Una per riga, con una breve frase che spiega in parole semplici di cosa si tratta. Per esempio «Famiglia: separazioni, divorzi, affidamento dei figli».
- Le persone. Nome, qualifica e aree seguite da ciascun avvocato, con un ritratto se ci sono foto coerenti tra loro.
- Come si lavora. Come si fissa un primo incontro, cosa portare, come si comunica con lo studio.
- I recapiti. Indirizzo, telefono, email, PEC, sito, orari.
Lo stile è informativo: frasi descrittive, niente superlativi, niente confronti con altri studi, niente promesse di risultato. Su titoli, specializzazioni e su cosa può comparire in una comunicazione dello studio, il riferimento è il tuo Consiglio dell'Ordine: questo articolo parla di impaginazione, non di regole professionali.
Come impaginarla
Una brochure di uno studio legale deve sembrare ordinata a colpo d'occhio:
- Pochi colori, quelli dello studio, usati con misura: il colore principale per i titoli, un neutro per i testi.
- I due caratteri dello studio, uno per i titoli e uno per i testi, in un corpo leggibile anche per chi ha qualche anno in più.
- Molto spazio bianco. Una pagina piena di testo stanca; una pagina con aria intorno si legge.
- Un titolo chiaro per ogni parte, così chi cerca i recapiti o un'area li trova subito.
- Foto vere, della sede e delle persone, oppure nessuna foto. Le immagini di repertorio con martelletti e bilance si riconoscono e sono impersonali.
Il formato più semplice è il pieghevole, che sta in una mano e in una busta. Per uno studio con molte aree o molti avvocati può servire un libretto di poche pagine. In entrambi i casi conviene partire dal testo, scritto e approvato da tutti, e solo dopo impaginare: se il testo cambia a impaginazione finita, si ricomincia da capo.
Carta o PDF
La brochure stampata ha senso se ricevi molte persone in studio, se partecipi a incontri e convegni, o se vuoi lasciare qualcosa in mano dopo un primo colloquio. Si stampa in quantità piccole, perché nomi e recapiti cambiano.
Il PDF è più flessibile: si aggiorna senza ristampare e si invia a chi chiede informazioni. Deve essere leggero, leggibile da telefono, con le pagine in verticale. Una brochure pensata per la stampa, con le facciate affiancate, sul telefono diventa scomoda da leggere: meglio preparare una versione apposta.
La grafica è la stessa per tutte e due. Cambia solo il modo in cui si preparano i file.
Gli errori da evitare
- Il tono da offerta. Inviti, frasi d'effetto, aggettivi come «il migliore» o «i più esperti». Non sono in linea con un'informazione sobria.
- Troppo testo. Una brochure non è il sito: se serve più spazio, rimanda al sito.
- Foto di repertorio. Non dicono niente dello studio.
- Dati vecchi. Un avvocato che non c'è più, un numero cambiato.
- Una grafica diversa dal resto. Colori e caratteri che non c'entrano con la carta intestata e la targa.
- Riferimenti a clienti o casi. Nessuno, nemmeno senza nome, se possono essere riconosciuti.
La grafica di una brochure rientra nelle grafiche da stampare, che partono in modo indicativo da 59 €. La stampa è a parte e dipende da carta, formato e quantità. Se servono anche i ritratti degli avvocati, il servizio fotografico parte da 350 € indicativi.
Domande frequenti
Quante pagine deve avere?
Il meno possibile. Spesso basta un pieghevole. Se le aree e le persone sono tante, si aggiunge qualche pagina, ma sempre con lo stesso ordine e con molto spazio bianco.
Posso indicare i clienti che seguiamo?
Meglio di no: la riservatezza viene prima. Per tutto il resto, su cosa può comparire nella comunicazione dello studio, chiedi al tuo Consiglio dell'Ordine.
La brochure deve essere uguale al sito?
Non uguale, ma coerente: stessi colori, stessi caratteri, stesso logo, aree descritte con le stesse parole. Chi passa dall'una all'altro deve ritrovare lo stesso studio.
Per cominciare
Scrivi su un foglio le cinque parti, un paragrafo per ciascuna, e falle rileggere ai colleghi prima di pensare alla grafica. Quando il testo è approvato, l'impaginazione è la parte più semplice. Qui sopra c'è il preventivo istantaneo: tre domande e una cifra indicativa.